Il settore vitivinicolo, oltre ad essere un’eccellenza produttiva del nostro Paese, è uno degli ambiti in cui più proficuamente si possono adottare innovative soluzioni tecnologiche. Al momento, purtroppo non è così: basti pensare che negli ultimi 5 anni solo il 23% delle aziende vitivinicole ha fatto investimenti superiori ai 5.000 euro in tecnologie ICT (Fonte: Digital Transformation Institute, in collaborazione con Cisco Italia, maggio 2017).

Un’eccezione positiva è rappresentata dalle “vigne connesse” in 5G, un progetto di innovazione tecnologica nato dalla partnership tra TIM, Ericsson e Zucchetti Centro Sistemi (ZCS, azienda della holding Zucchetti). Vediamo di cosa si tratta.

 

Da dove nasce l’idea delle vigne connesse?

Il progetto è stato lanciato nell’ambito dell’iniziativa “5G for Italy” con cui da giugno 2016 TIM ed Ericsson si sono impegnate a creare un ecosistema aperto per la ricerca e la realizzazione di progetti innovativi abilitati dal 5G.

Questa specifica idea nasce da un’esigenza concreta del settore viticolo: quella di garantire un’agricoltura di precisione, in questo caso una migliore gestione del suolo, pratica costosa ma fondamentale per mantenere le viti in buone condizioni di vegetazione e fruttificazione, ottenendo così un’elevata qualità del prodotto finale.

 

In che cosa consiste nel dettaglio?

“Vigne connesse” prevede la copertura in larga banda – in tecnologia radio 5G – di una vigna, in cooperazione con un importante produttore vinicolo toscano, per poterne gestire da remoto tutte le attività di pulizia e cura (potatura, interventi anti-parassitari, ecc.) attraverso l’impiego di un robot agricolo specializzato, l’Agrirobot sviluppato da Zucchetti CS.

 

Cosa fa l’Agrirobot?

L’Agrirobot effettua il taglio, la pulizia e il trattamento dell’erba presente nei filari della vigna grazie a una rete di sensori integrati a bordo (quali GPS, telecamera con visione stereo, sensore di prossimità) e connessi alla rete 5G.

Agrirobot riconosce la fine di un filare e passa autonomamente al successivo, taglia in totale sicurezza con una precisione di movimento di 2/4 cm e riesce a gestire dai 2,5 ai 3 ettari al giorno.

 

Quali sono i vantaggi delle “vigne connesse”?

Innanzitutto, l’efficienza economica: grazie a questa soluzione, per la cura dei vigneti si passa da un costo annuo di 90 euro per quintale di vino a 75-78 euro, con un miglioramento della qualità del prodotto finale e a vantaggio della competitività di prezzo per il consumatore finale.

Un altro importante lato positivo è di natura ambientale: grazie all’alimentazione a energia solare e senza impiego di diserbanti o prodotti chimici, la vigna può essere certificata come “biologica”.

Si tratta di una soluzione interessante, per ora sperimentale, di cui vedremo presto evoluzioni.

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