All’allievo che gli chiede se esiste il paradiso, il maestro Paracelso risponde che il paradiso esiste ed è questa nostra Terra. Ma esiste anche l’inferno, e consiste nel non accorgersi che viviamo in un paradiso. (Jorge Luis Borges)

Forse non viviamo nel miglior mondo possibile, ma certamente viviamo nel miglior mondo disponibile, è questo quello che pensa una persona che riuscirà a vivere bene e più a lungo, grazie alla telemedicina ed alla continuità della cura, che la stessa assicura.

La medicina ha certamente fatto passi da gigante in tutti i sensi per la salute dell’uomo,  velocemente e per fortuna. Inoltre, grazie alla telemedicina,  molte persone lontane dai centri specializzati possono oggi fruire di servizi e consulenze, inimmaginabili senza l’uso appropriato delle tecnologie digitali.

Grazie alla telemedicina infatti si può avere in tempo reale il parere di un medico, che è altrove, ma che può essere molto presente, pur essendo lontano. La tecnologia digitale in questo caso accorcia le distanze e mette facilmente in campo competenze ed esperienze per lasciar condividere a tutti, fortunati e non, il  meglio che la scienza medica mette a disposizione per tutti.

E’ questa una bella rivoluzione, che può scatenare anche eventi inusuali nella catena produttiva e commerciale collegata alla unione  tra tecnologia digitale, teleassistenza e competenze di rilievo. Ad esempio che alcuni clienti possano diventare partner commerciali e viceversa.  Un caso  recentemente è  accaduto anche da noi in TIM.

Un’azienda  cliente  si è trasformata in partner commerciale per offrire servizi avanzati di telemedicina per soggetti pubblici o privati che ne avessero bisogno.  Accade così che una persona con patologie croniche può avere una gestione molto più semplice e meno traumatica delle sue malattie secondo una logica di cura che annulla completamente il disagio della distanza fisica. Il meglio della buona sanità si rende fruibile per tutti, senza rendere necessari spostamenti da parte del malato o del medico, altrimenti a volte impossibili.

Un sistema di monitoraggio a distanza dei parametri vitali, rivolto a pazienti in condizioni cliniche specifiche rende disponibile con semplicità e a costi contenuti diagnosi certe; una continuità della cura arricchita anche dalla gestione di una cartella clinica personale, ovvero il fascicolo sanitario o memoria storica di quanto accaduto in precedenza ad un certo paziente.

Mettendo insieme capacità diverse, tecnologie digitali, competenze mediche specifiche e piattaforme di CRM, sono nate iniziative e nuove esperienze anche di revenue sharing con clienti che diventano partner, e che quindi aprono nuove opportunità di crescita per tutti.

Gli elementi di successo, come è accaduto da noi in TIM, sono l’intuizione, cioè la capacità di vedere il business anche nella relazione con il proprio cliente, e il grande impegno nella progettazione, cioè la determinazione nel realizzare soluzioni complesse, ma davvero valide ed efficaci, anche in un campo molto delicato e sensibile come quello sanitario.

L’utilizzo di tecnologie digitali e di piattaforme disponibili on line evita alle strutture sanitarie investimenti finanziari importanti rendendo di fatto facilmente fruibili device medicali secondo un modello di “pay for use“. Inoltre, con l’introduzione in piattaforma di un processo clinico per la gestione e lo storage dei parametri vitali, attraverso i fascicoli sanitari,  sia i medici che i pazienti hanno sempre e facilmente a disposizione, sempre “on line” lo stato di avanzamento o la soluzione di una certa patologia. Questo può evitare ricoveri ospedalieri o inutili esami ambulatoriali, prevedendo, inoltre, anche azioni di verifica sia sui valori misurati, sia sulla frequenza delle misure.

E’ interessante anche la modalità finanziaria: un unico canone per tutti i kit medicali utilizzati. Inoltre,  la gestione dei dati sensibili del paziente e la cartella clinica integrata in cloud gestito con un collegamento mobile dedicato assicura la  certezza  della privacy, della continuità del servizio (che significa continuità della cura) e del disaster recovery.

La telemedicina dunque avvicina le persone e abilita mezzi altrimenti inutilizzabili. E’ bello poter immaginare che tutti abbiano il diritto di essere curati allo stesso modo con le tecniche più evolute, anche se non tutti hanno la fortuna di abitare in un contesto geografico evoluto.

Questo è oggi tecnicamente possibile. Basta ricordarselo e attuarlo. Perché il paradiso è in questa terra e non rendersene conto  significherebbe cadere nel trabocchetto ricordato da Borges.