Viviamo in un mondo arricchito dall’ecosistema digitale. Possiamo accedere a Internet, mediante Web, Applicazioni, Social e più in generale Portali, in ogni momento abbiamo la sensazione di avere il “mondo in tasca”, potendo svolgere qualunque attività attraverso internet.

E’ un cambiamento storico.  Ci consente di acquisire informazioni in tempo reale, eseguire qualunque tipo di operazione, da quelle bancarie a quelle con la Pubblica amministrazione, evitando le enormi file, stressanti, che ci sottraevano un tempo indispensabile.

Le relazioni digitali tra professionisti, imprese e clienti diventano più semplici e molto più economiche. Resta più tempo da dedicare alla propria attività lavorativa vera e propria.

Conseguentemente in questo nuovo ecosistema è fondamentale per la vita e lo sviluppo dell’impresa farsi conoscere. Essere visibili e comprensibili per chi naviga su internet con i suoi ritmi.

Quale soluzione a portata di mano ? Come attrarre l’attenzione degli internauti ?

Un sito web, costituisce una vetrina digitale e la sua visibilità è raggiungibile dagli utenti digitali 24 su 24. Basta pensare a quanto ci ha insegnato Amazon! 

Gli Italiani e l’accesso a Internet (fonte Audiweb).

In Italia, la diffusione dell’online ha raggiunto l’89,8% delle persone tra gli 11 e i 74 anni.  43 milioni d’italiani che utilizzano regolarmente internet per 2,27 ore al giorno. 

Gli strumenti di navigazione sono vari: il 74% da computer di casa, il 22% dal computer d’ufficio, il 6,6% da luogo di studio e infine il 78% da smartphone, il 32,3% da Tablet.

Esiste quindi una grande opportunità di raggiungere o essere raggiunti dal mercato attraverso il web ed i social network.

Quali sono gli utilizzi più frequenti di internet nell’arco della giornata?

Google suddivide il tempo in quattro micromomenti specifici per scopo: 

  • I-want-to-know = voglio sapere
  • I-want-to-go = voglio andare
  • I-want-to-do = voglio fare
  • want-to-buy = voglio comprare

L’esperienza quotidiana da ragione a Google? Almeno per quanto riguarda il tempo che dedichiamo a internet probabilmente si. Tempo sempre più frammentato ed eterogeneo. Le navigazioni brevi e rilevanti diventano importanti.

Sussiste un forte legame tra micromomenti e siti web.

La persona dedica la navigazione su internet al fine di soddisfare la propria esigenza di acquisire informazioni (I-want-to-know). Siamo nella fase di valutazione del fabbisogno sia funzionale sia emozionale. E’ la fase in cui matura il giudizio sul prodotto sia accedendo al sito della casa madre sia conducendo ricerche in rete per raccogliere i giudizi.

La persona ha avviato una valutazione del fabbisogno del prodotto/servizio ed è alla ricerca del punto vendita (I-want-to-go), dove poter completare la propria valutazione ed eventualmente procedere all’acquisto. Gli utenti per lo più attraverso smartphone, utilizzano un motore di ricerca con le mappe per trovare un sito commerciale nelle vicinanze. 

Sono spese delle molte ore in internet per vedere video Youtube in cui è descritto come svolgere una specifica attività (I-want-to-do). Le richieste sono tra le più eterogenee.

Il momento conclusivo  del percorso d’indagine (I.want-to-buy). La diffusione degli smartphone sta dando un contributo definitivo a questo momento cruciale nella fase della considerazione definitiva dell’acquisto. Infatti, sia che si tratti di un acquisto on line che presso un punto vendita la ricerca di valutazioni riguardanti il prodotto, le sue caratteristiche funzionali, l’assistenza e più in generale le esperienze di utilizzo e di consumo di altri clienti fa parte dell’esperienza comune, sempre più decisivo nella scelta conclusiva su cosa e dove comprare.

 

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