La trasformazione digitale è inarrestabile. E ha raggiunto uno degli apparati finora più impermeabili all’innovazione: la Pubblica Amministrazione.

Nessuno obietta sulla necessità di una PA digitale, ma finora è mancata una visione strategica. Questo ha portato ad alcune scelte controverse, come la CEC-PAC (Comunicazione Elettronica Certificata tra la PA ed il Cittadino) introdotta nel 2009 e dismessa nel settembre 2015. Oggi la situazione è diversa, il  2016 è stato l’anno di svolta.

La PA che cambia

L’AgID, Agenzia per l’Italia Digitale, ha definito i cinque fondamenti sui quali si baserà la nuova PA digitale Centralità del cittadino e del soddisfacimento delle sue esigenze

  • Rimozione di tutti gli ostacoli che impediscono l’effettiva partecipazione civica
  • Dialogo costante finalizzato al miglioramento della performance
  • Attenzione al design come tratto distintivo per la progettazione
  • Servizio caratterizzato da affidabilità, semplicità e chiarezza, oltre che dai principali tratti caratteristici dello stile italiano: progettualità, creatività, estetica.

PA digitale, quali sono i servizi che stanno concretizzando la “Carta della cittadinanza digitale”?

SPID Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale. Ogni cittadino italiano avrà un unico account per usufruire di tutti i servizi di e-government. Il portale si chiamerà Italia Login. Nel piano di digitalizzazione è il progetto più ambizioso. In un comune di grandi dimensioni è già stato integrato nella piattaforma online per i servizi pubblici.

PagoPA, sistema dei pagamenti elettronici. Consentirà a cittadini e imprese di saldare senza più code agli sportelli tutti i servizi online ed in modalità elettronica, dal bollo auto alla mensa scolastica.

ANPR, Anagrafe Nazionale Popolazione Residente. Tutti i servizi di anagrafe locali verranno unificati in un unico database nazionale. È l’atto di nascita del cittadino digitale. Sarà possibile cambiare residenza in modo più rapido. E ciò permetterà ai Comuni di gestire le politiche di sostegno al reddito in modo più equo. Questo servizio di PA digitale è stato attivato in via sperimentale in 26 Comuni per un totale di 6,5 milioni di cittadini, e sarà esteso a tutta l’Italia.

FSE, Fascicolo Sanitario Elettronico. È l’insieme dei dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l’assistito. Ha un orizzonte temporale che copre l’intera vita del paziente ed è alimentato in maniera continuativa dai soggetti che lo prendono in cura nell’ambito del SSN e dei servizi socio-sanitari regionali. Il relativo processo d’attuazione ha preso il via nel dicembre 2015.

FE, Fatturazione Elettronica. È un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture, che permette la semplificazione nella gestione degli aspetti amministrativi, nonché di abbandonare il supporto cartaceo ed i relativi costi di stampa, spedizione e conservazione.

Notifiche. Essere informati su pagamenti e scadenze sarà più facile. Anche comunicare con la Pubblica Amministrazione sarà più veloce. È previsto un sistema di notifiche unificato, un unico canale con il quale il cittadino potrà dialogare con la PA.

Linee guida. I siti dello Stato italiano non saranno più diversi tra loro. Le incongruenze scompariranno. Né ci saranno casi come Verybello.it, il portale prodotto dal Ministero dei beni culturali che nel gennaio scorso ha suscitato molte polemiche. A fine novembre è stata presentata la prima versione delle linee guida di design che dovranno essere rispettate da tutti i siti della PA.

Alcuni numeri sulla crescita della PA digitale

L’avanzamento della Crescita Digitale nella Pubblica Amministrazione è ben rappresentato da questi dati (al 15 febbraio 2017):

  • 1.171.580 Identità Digitali erogate
  • 10.758 PA attive in merito ai Pagamenti Elettronici
  • 26 Comuni pilota ANPR (per un totale di 6,5 milioni di cittadini interessati)
  • 7 Regioni dispongono già del Fascicolo Sanitario Elettronico
  • 23.325 Amministrazioni presenti su IPA per la Fattura Elettronica

I predetti servizi sulla PA digitale sono in via di completamento, ma non mancano incertezze sui tempi di conclusione. In ogni modo, di aiuto sarà l’aver impostato il compimento di tali obiettivi nel breve e medio periodo, così da poter aderire al più grande programma di ricerca e innovazione UE, Horizon 2020, pensato sia per il pubblico, sia per il privato, e per cui sono stati stanziati fondi per 80 miliardi di €, utilizzabili fino al 2020.

Un’opportunità anche per le PMI italiane

Un dato è inequivocabile: il governo ha finalmente avviato un percorso di digitalizzazione. E già da questo anno molte operazioni potranno esser completate online. È un segnale per tutti, anche per le PMI, che in alcuni casi hanno utilizzato i ritardi della Pubblica Amministrazione per non avviare questo processo. La digitalizzazione dei processi è oramai avviata e può solo essere un’opportunità.

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