Oltre ai benefici in termini di costi, quali sono i vantaggi del Cloud? A tutti i livelli, le soluzioni esternalizzate semplificano il business. Con il Cloud, i reparti IT non devono più investire tempo e risorse nel mantenimento della propria infrastruttura on premise, ma possono concentrarsi sulle opportunità di business che offre il digitale.

Lo scenario del cloud in Italia

La media delle aziende italiane che si affidano al Cloud è ancora inferiore alla media europea. Eppure nell’ultimo biennio è stata registrata un’accelerazione notevole. I Chief Innovation Officer guardano al Cloud come la terza voce su cui investire, sia in termini di priorità che di budget (le prime due rimangono i social, al primo posto, ed il mobile).

L’intensità degli investimenti nelle 5 principali aree di innovazione secondo i CIO (Dati NetConsulting 2014)

Il Cloud però non si sostanzia in un’esigenza unica, può esser declinato in molti modi. Le imprese SoHo (small office/home office) che esternalizzano i propri servizi IT, investono prima di tutto in soluzioni SaaS. Man mano che le aziende crescono di dimensioni, i trend cambiano: per le PMI che avviano un processo di digitalizzazione, l’IaaS è ormai qualcosa che non si può trascurare. Le grandi aziende, invece, necessitano di soluzioni personalizzate. In questo segmento TIM mantiene la propria leadership.

Il Cloud pubblico è il futuro

Nei servizi applicativi, il Cloud si è già affermato nella sua declinazione public (del tutto esternalizzata), che impatta tra gli altri office automation, posta elettronica, CRM, amministrazione e gestione delle risorse umane.

È una conferma del fatto che le aziende preferiscono abbandonare l’infrastruttura on premise per il Cloud, esternalizzando prima i servizi.

C’è una motivazione importante che spinge alla migrazione verso Data Center esterni: il disaster recovery e la business continuity. Se la richiesta di macchine virtuali e di storage in Cloud sta mostrando una crescita importante (+51% nel 2015), il Cloud si sta dimostrando una scelta ineludibile quando si tratta di tenere in salvo i propri dati e di ripristinarli in modo rapido. Il Politecnico di Milano ha registrato in questi settori una crescita del 61% nel 2015.

L’evoluzione dell’Hybrid cloud

La strada ottimale (e propedeutica) per attivare il processo che porterà al Public Cloud passa dai data center automatizzati. Prima di tutto perché non implicano un cambiamento radicale nelle procedure aziendali. È una questione di praticità: con questa tecnologia le risorse hardware non vengono più acquistate in base alle prestazioni (numero di core, quantitativo di ram, gigabyte di spazio), ma scelte in base al “consumo di dati”. Con un vantaggio in più: possono “scalare” in tempo reale, a seconda del carico di elaborazione richiesto.

Cos’è l’Hybrid Cloud infrastrutturale?

Sono soluzioni che permettono il backup, la creazione di ambienti di test e sviluppo e il cloud bursting (lo spostamento di un’applicazione dal Cloud privato al Cloud pubblico).

Se guardiamo agli aspetti più tecnologici, negli ultimi due anni il Cloud infrastrutturale si è evoluto molto in fretta, trainato dalle nuove esigenze di business e dai nuovi paradigmi di sviluppo, come la metodologia DevOps, con cui anche i programmatori si occupano dei sistemi.

Ma le spinte evolutive non si fermano qui. Pensiamo all’affermarsi di soluzioni di virtualizzazione di nuova generazione come i container di Docker o a Vagrant, con cui è possibile clonare l’intero ambiente di sviluppo. Grazie alla loro flessibilità, sono opzioni che gli specialisti IT prendono in considerazione sempre più spesso e portano tutte all’integrazione dell’Hybrid Cloud.

Non è però che una tappa intermedia. Secondo le ultime previsioni del Politecnico di Milano (2016), quando i reparti IT avranno adottato soluzioni e metodi abilitanti ai nuovi paradigmi tecnologici, il passaggio al cloud pubblico avverrà in modo naturale. Quindi il Public IaaS è destinato a sostituire tanto i server tradizionali quanto le macchine virtuali.

Insomma, i modelli di sviluppo software si allineeranno alle logiche evolutive del business: razionalizzazione, consolidamento e automazione.

Cloud e sicurezza

A differenza di qualche anno fa, oggi nessun reparto IT ha pregiudizi nei confronti del Cloud. L’unica diffidenza rimasta riguarda la sicurezza dell’esternalizzazione dei sistemi. Molti temono una perdita di controllo sui processi di messa in sicurezza delle macchine. È una barriera che, però, si sta sgretolando: i Data Center di TIM offrono livelli di sicurezza e servizi di mitigazione degli attacchi, che neppure le grandi aziende possono installare on premise.

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